Parigi

Centre Pompidou

Progettato da Renzo Piano, il Centre Pompidou raccoglie la più grande collezione di arte moderna e si staglia con la sua sagoma bizzarra nel cuore di Parigi.
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Questo moderno centro di arte e cultura fu fortemente voluto da Georges Pompidou, Presidente della Repubblica francese dal 1969 al 1974. L’edificio è inserito in un magnifico contesto urbano, nel Marais, un quartiere antico e storico di Parigi ed è stato progettato dall’architetto italiano Renzo Piano e dall’inglese Richard Rogers.

Molti cittadini hanno criticato la scelta di inserire il Centre Pompidou, un edificio dall’architettura moderna ricoperto di tubi colorati, condutture, cavi elettrici e bocche di aerazione a vista, in mezzo ad eleganti e signorili palazzi ottocenteschi. Questa innovazione controcorrente fu voluta appositamente per creare nel cuore di Parigi un polo culturale all’insegna della multidisciplinarità, interamente dedicato all’arte moderna.

Il motivo? Interrompere il declino di Parigi nella scena artistica internazionale e darle un ruolo da protagonista nel panorama dominato da New York. L’obiettivo del presidente Pompidou fu proprio quello di “svecchiare” la cultura di Parigi e di proiettarla in una nuova epoca, favorendo l’espressione di nuove forme d’arte e creando un più facile accesso all’arte moderna per il grande pubblico, troppo spesso incomprensibile ai molti.

Anche se non siete del tutto interessati all’arte moderna, vi consigliamo di recarvi in ogni caso al Centre Pompidou: dalla terrazza del sesto piano, si gode una vista senza paragoni sui famosi e romantici tetti di Parigi.

Il progetto di Renzo Piano

Il Centro Pompidou, inaugurato nel 1977, è da tutti considerato uno degli edifici più iconici di Parigi e uno dei luoghi più visitati della città.

Progettato da Renzo Piano, Gianfranco Franchini e Richard Rogers, all’epoca giovani architetti quasi del tutto sconosciuti, il Centro Pompidou fu una scommessa assolutamente rivoluzionaria e anticonformista, con un aspetto molto lontano dai classici poli museali.

Riconoscibile a distanza per la sua estetica inusuale e bizzarra, l’edificio è stato ideato come una specie di macchina gigante, che mostra lo scheletro interno, invece di nasconderlo: infatti il palazzo mette in evidenza la struttura portante, le scale mobili principali, i condotti per gli impianti che, portati all’esterno come una specie di cappotto, vengono sottolineati dai colori vivaci e diventano gli elementi estetici principali dell’edificio. Anche la scelta dei colori non è casuale. Infatti ogni tinta contraddistingue un diverso contenuto dei tubi: il blu è stato usato per l’aria, il verde per il liquidi, il giallo per i cavi elettrici e il rosso per le vie di comunicazione.

La costruzione del Centre Pompidou è stata una delle più grandi scommesse architettoniche della storia recente, una scommessa vinta grazie all’ardire e al coraggio dei suoi ideatori.

Le opere più importanti del Centre Pompidou

Giallo, rosso e blu – Kandinsky

Amatissimo dai parigini, il Beaubourg, come viene affettuosamente chiamato, è molto più di un museo, è un’istituzione culturale all’insegna della multidisciplinarità.

L’edificio ospita il Musée National d’Art Moderne: qui sono esposte oltre 100.000 opere, dal 1905 a oggi. Rappresenta la più importante collezione d’arte moderna d’Europa: custodisce alcune delle più famose opere del Fauvismo, Cubismo, Dadaismo, Surrealismo, Espressionismo, Astrattismo, Neorealismo, Pop Art, Minimalismo e Monocromatismo.

Se avete poco tempo a disposizione, abbiamo raccolto per voi le opere più importanti da ammirare durante la vostra visita.

Giallo-Rosso-Blu –  Vassily Kandinsky

Questo è forse uno dei dipinti più famosi di Vassily Kandinsky, considerato dai critici il manifesto della sua concezione dell’arte: l’astrazione geometrica crea un magnifico equilibrio tra elementi opposti e complementari allo stesso tempo.

Kandinsky pensava che ci fosse una corrispondenza fra l’armonia dei colori e quella dei suoni musicali e tentò di attribuire un timbro musicale a ciascun colore: il giallo squillante come la tromba, il rosso passionale come la tuba, il blu rilassante come il suono di un flauto.

Arlecchino – Pablo Picasso

La figura di Arlecchino come maschera tradizionale, ha per Picasso una forte connotazione enigmatica, metà demiurgo creatore, metà diavolo distruttore che incarna due forze opposte, il bene e il male. 

Durante la sua evoluzione artistica, l’artista spagnolo infatti sviluppa una vera e propria ossessione per le qualità magico-sacrali degli abiti dell’Arlecchino, arrivando a vestirsi spesso con una maglietta a righe, una sorta di trasfigurazione moderna dell’indumento a scacchi di Arlecchino.

Le nozze – Mac Chagall

Il pittore russo torna su un tema a lui caro, le nozze, rappresentato da due sposi che danzano e celebrano il loro amore al di sopra di un gallo, simbolo del canto del mattino e di un nuovo giorno.

Il quadro è ricco di simbolismi: il bambino rappresenta l’unione futura, il villaggio e la capanna sullo sfondo simboleggiano la semplice vita quotidiana, il sole fiammeggiante la fede che allontana l’oscurità, il violino incarna la sinfonia della vita basata sul dono reciproco.

Udnie – Francis Picabia

Capolavoro della pittura astratta, Udnie riesce a combinare la scomposizione cubista dei volumi in piani con l’entusiasmo futurista per il movimento, diventando una specie di sintesi concettuale delle correnti pittoriche più innovative dei primi anni del Novecento.

Il dipinto si ispira ad uno spettacolo di danza cui il pittore francese aveva assistito nel viaggio in nave per andare a New York: si esibiva l’attrice di origine polacca Stacia Napierkowska.

Il Ritornante – Giorgio De Chirico

Principale esponente della corrente artistica della pittura metafisica, Giorgio De Chirico in questa opera raffigura un manichino seduto, senza braccia e senza testa. Questo dipinto enigmatico simboleggia l’incompletezza dell’artista, bloccato in un interno metafisico, con figure e oggetti simbolici confinati in spazi chiusi.

Secondo una delle possibili interpretazioni, la figura con gli occhi chiusi, baffi e pizzetto rappresenterebbe il padre Evaristo De Chirico, morto nel 1905, mentre il manichino senza braccia e senza testa potrebbe simboleggiare lo spirito dei tempi moderni.

La camicetta rumena – Henri Matisse

Dipinto nel 1940 da Henri Matisse, uno dei più importanti artisti della corrente artistica del Fauvismo e di tutto il ‘900, l’opera ha come vero soggetto il ricamo decorativo della camicetta e non la modella, Micheline Payot.

Infatti nel corso della sua evoluzione artistica, Matisse ha coltivato un grande amore per i tessuti di ogni tipo e questo dipinto è ispirato proprio alla collezione di camicie tradizionali rumene, che il suo grande amico e pittore Theodor Palladi gli aveva regalato. Matisse era solito farle indossare alle sue modelle, dando così risalto alla bellezza grafica dei ricami.

La Cornice – Frida Kahlo

Realizzato nel 1938 da Frida Kahlo, questo imperdibile autoritratto è stata la prima opera di un’artista messicano ad essere acquistata da un museo internazionale.

Diventata un’icona mondiale di donna indipendente e rivoluzionaria, Frida Kahlo era solita mescolare generi e tecniche differenti. Infatti l’opera è formata da una parte pittorica su lastra di alluminio e una cornice dipinta su vetro con fiori e uccelli variopinti.

Ritratto della giornalista Sylvia von Harden – Otto Dix

Otto Dix fu un esponente di spicco del movimento della Nuova Oggettività e le sue opere furono criticate e censurate dal governo nazista che ne impedì più volte l’esposizione.

Il dipinto raffigura la giornalista tedesca Sylvia von Harden, colta in una pausa al Romanische Cafè: con i capelli cortissimi, una sigaretta in una mano e un drink davanti, il soggetto simboleggia l’emancipazione femminile del primo dopoguerra.

Il violino di Ingres – Man Ray

Man Ray è considerato uno dei pionieri della fotografia e uno dei più rivoluzionari sperimentatori dell’arte dadaista e del Surrealismo. I suoi scatti hanno cambiato la storia della fotografia del Novecento.

La forza di questa opera si sprigiona nella scelta irriverente di trasformare la figura femminile in uno strumento musicale dalle forme umane, utilizzando il segno grafico di due effe di violino sul corpo.

La modella francese Alice Prin, ritratta nella fotografia, era conosciuta anche con il nome di Kiki De Montparnasse, e fu per molti anni la sua musa e la sua amante.

L’anticamera – Yaacov Agam

Progettata per abbellire gli appartamenti privati del presidente Pompidou all’Eliseo, l’anticamera fu realizzata da Yaacov Agam, specialista dell’arte cinetica.

Al suo arrivo a palazzo nel ’69, il presidente Pompidou, grande appassionato di arte moderna e contemporanea, volle stravolgere l’arredamento tradizionale dei saloni, dando spazio e voce agli architetti e ai designers più in voga all’epoca.

La Fontaine – Marcel Duchamp

Una delle opere più discusse e irriverenti esposte al Centre Pompidou è sicuramente il provocatorio orinatoio di Marcel Duchamp, il padre dell’arte moderna.

L’opera ready-made non è altro che un oggetto di uso comune, in questo caso un normalissimo orinatoio di ceramica bianca, che viene trasformato in opera d’arte nel momento in cui l’artista lo identifica come tale.

Acquistato in un negozio di articoli sanitari, l’artista si è semplicemente limitato a capovolgere l’orinatoio e a firmarlo con lo pseudonimo R. Mutt, per presentarlo alla commissione del Salone degli artisti indipendenti di New York, che però si rifiutò di esporla.

Cosa vedere al Centre Pompidou

Il Centre Pompidou non è un semplice museo: è un centro polivalente, dove si può trascorrere una giornata intera. Dopo aver ammirato le opere deli artisti, partecipato a visite guidate e laboratori, visionato un film e ascoltato musica, potrete indugiare in biblioteca, curiosare nella meravigliosa boutique, ammirare i tetti di Parigi dalla terrazza e perfino pranzare al ristorante Le Georges.

Livello -1

Qui si trova il cinema, con le rappresentazioni temporanee che cambiano mensilmente, la sala degli spettacoli e dei concerti e varie aree tematiche dedicate allo studio e alla ricerca.

Livello 0

Al piano terra troverete le boutique, il bookshop e le aule dove si svolgono i laboratori artistici dedicati agli adulti e ai bambini, che cambiano ciclicamente: sono luoghi pensati per sviluppare e liberare la creatività.

Livello 1

Al primo piano si sviluppa la biblioteca, alcune sale espositive per mostre temporanee, un caffè, una sala cinematografica e uno spazio dedicato a mostre e laboratori per bambini.

Livello 2

Il piano è interamente occupato dalla biblioteca pubblica, che offre spazi di lettura e lavoro, raccolte enciclopediche su tutti i media per la consultazione in loco, nonché attività culturali organizzate all’interno del Centre Pompidou.

Livello 3

La Biblioteca Kandinsky, in quanto centro di ricerca e documentazione del Museo Nazionale d’Arte Moderna, acquisisce, conserva e mette a disposizione di un pubblico dedicato una delle più importanti raccolte librarie, documentarie e archivistiche dedicate all’arte del XX e XXI secolo.

Livello 4

Con le oltre 100mila opere di ben 6000 artisti, il centro è una miniera di tesori e di capolavori che attraversano e mostrano le principali correnti dell’arte moderna, occupando 2 piani dell’edificio.

In questa sezione del museo, invece, si trovano le opere prodotte dal 1960 ai giorni nostri. Grande spazio viene dedicato anche agli altri generi artistici come scultura, fotografia, design, installazioni e illustrazioni.

Livello 5

La collezione più importante è sicuramente quella di Matisse con ben 245 opere, ma sono presenti anche Picasso, Dalì, Mirò, Max Ernst e Braque.

Da segnalare anche una collezione cospicua di Kandinsky con oltre 700 opere, che illustrano l’evoluzione dell’artista moscovita durante la sua produzione.

Livello 6

Qui troverete le numerose mostre temporanee che vengono allestite e cambiate ciclicamente, con un fitto programma annuale.

Inoltre, su questo piano si trova anche il ristorante Le George, circondato da una meravigliosa terrazza. Anche se non siete degli amanti dell’arte moderna, vi consigliamo di ammirare questo edificio dalla sagoma inconfondibile.

Inoltre, intorno al centro, si assapora un’atmosfera davvero unica con artisti di strada, mimi, giocolieri, studenti che disegnano e musicisti itineranti. Da non perdere la vicina Place Igor Stravinsky, dove al centro di una grande fontana, si muovono simpatiche sculture meccaniche, colorate e fantasiose.

Come arrivare

Il Centre Pompidou si trova nel cuore del Marais, incantevole quartiere del centro, a soli 10 minuti a piedi da Notre-Dame e dalle zone più vivaci di Parigi. Il museo è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

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Informazioni utili

Indirizzo

Place Georges-Pompidou, 75004 Paris, Francia

Contatti

TEL: +33 1 44 78 12 33
Sito web

Orari

  • Lunedì: 11:00 - 21:00
  • Martedì: Chiuso
  • Mercoledì: 11:00 - 21:00
  • Giovedì: 11:00 - 23:00
  • Venerdì: 11:00 - 21:00
  • Sabato: 11:00 - 21:00
  • Domenica: 11:00 - 21:00

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  • Saint-Paul (824 mt)

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